Moçambique, um dia de sol

turismo01

3 Luglio 2013

A volte capitano incontri che trasformano una giornata bella in memorabile.

Avevamo appena lasciato Lagoa Poelela16 un luogo incantato dove il silenzio è interrotto solamente dallo sbattere delle ali del martin pescatore. Qui ho visto il sole morire dentro l’oceano lasciando il cielo stria­to di mille colori. L’auto percorre la pista sabbiosa. Mentre attraversiamo un piccolo villaggio una donna ci invita a fermarci. Apriamo la porta e lei ci chiede un passaggio. Ma sono in sette! E noi in cinque! Ci sono venti kilometri e loro sono due donne di cui una anziana e cinque bambini. Senza pensarci un momento in più apriamo lo sportello laterale e ci si­stemiamo. La più piccola scoppia a piangere alla vista di noi bianchi... Così scoppia una risata generale. La bambina piccola di due anni si sistema tra le braccia di mia zia, un’altra più grande si siede sulle ginocchia di mia mamma, la signora più giovane tiene invece la più piccola...Tutti trovano un posto, anche il sacco di cocchi che mi batte sulle gambe.

La pista in sabbia ci fa sobbalzare. Paola, curiosa chie­de dove vanno e perché erano lì. Scopriamo così che arrivano da una festa di fidanzamento e che la signo­ra più giovane è la mamma dei bambini, l’anziana è la nonna. Dopo un primo momento di imbarazzo iniziamo a parlare in un misto di Italiano e portoghe­se. I balzi ci fanno ridere. Quando li lasciamo sulla strada non eravamo più sconosciuti ma conoscenti. Arricchiti entrambi da quell’ incontro sulla strada.

Un altro mondo è possibile. Ora!