I primi passi - Tambor

tamborIL PROGETTO: Tambor, che in italiano significa tamburo, è un sogno realizzato: Trecento persone, in rappresentanza di altrettanti villaggi e comunità, si sono incontrate dal 18 al 24 luglio 2004 a Pemba, nel nord del Mozambico. La stragrande maggioranza delle persone in Mozambico ignora i propri diritti perché vive in sperduti villaggi senza nessun tipo di contatto con il resto del paese. Il Tambor ha accolto partecipanti di diverse religioni, alla ricerca dell’unità e del dialogo tra gli uomini e le donne che si impegnano nella lotta per la giustizia e la solidarietà. Ognuna delle comunità ha mandato un proprio rappresentante che ha imparato a conoscere le leggi, i propri diritti e doveri diventando così il punto di riferimento per la propria comunità. I temi trattati sono stati: diritto della donna, bambini, carcerati e malati. Il Tambor è stato uno dei primi progetti realizzati e finanziati da SOLE attraverso i suoi sostenitori.
Gennaio del 2004, nevica fitto, il telefono di casa squilla. E’ Padre Luiz da Metoro, ci racconta con passione l’idea che ha. Realizzare un incontro per trecento persone rappresentative di tutta la società con l’intervento di ministri, giudici, scrittori e giornalisti. Realizzarlo a Pemba. Incredibile! Si sarebbe chiamato Tambor e il tema erano i Diritti. Qualcosa di rivoluzionario! Il problema era trovare i fondi per realizzarlo. Aveva presentato il progetto a molte organizzazioni senza ottenere risposta. Parlare di diritti è molto difficile in Mozambico. Seguendo questo sogno SOLE ha dato la propria disponibilità.
Agosto 2004, la sala dell’Università gremita di persone, dopo l’inno nazionale si apre ufficialmente il Tambor. L’emozione è tanta quando mi invitano sul palco per raccontare di SOLE e il senso di appoggiare l’evento. Vedere i giovani volontari lavorare intensamente per tutta la settimana, contadini che raccontano la loro vita di diritti negati, i discorsi pomposi dei ministri… E’ stata un’esperienza toccante. Penso che sia stato uno dei progetti migliori di SOLE. Ancora quest’estate a Pemba mi si è avvicinato un uomo per salutarmi, era uno dei ragazzi del Tambor. A volte i nostri occhi si lasciano affascinare dalle costruzioni ma esse sono vane se non si formano le persone che le renderanno vive. Costruiamo il Futuro!