Comida segura na rua

comida01

DOVE: Maputo - Mozambico
CHI: gruppo di donne che sopravvive grazie al lavoro informale di cuoche di strada
SETTORE: donne
OBIETTIVO: sostenere e migliorare le condizioni di lavoro e di vita un piccolo gruppo di donne
COSTO: circa € 2.000 ogni anno
PARTNER E FINANZIATORI: Avviato grazie ad una bomboniera solidale, potenziato grazie al sostegno dei dipendenti del settore informatico di Intesa Sanpaolo. Sostenuto da SOLE attraverso: progetti bomboniere solidali, altre iniziative.
DURATA: iniziato nel 2011/ terminato nel 2015
PERCHE': progetto pensato insieme all’associazione Prodes e alla donna leader del gruppo: Marilinka. Sono dieci donne che ogni giorno vendono il cibo nella piazza della fiera alla Baixa di Maputo. Non hanno nulla: arrivano, collocano i bidoncini sull’asfalto e a fianco un contenitore qualsiasi contente il caril, il contorno, che può essere carne, pesce o pollo. Sopra i coperchi i piatti impilati e i cucchiai. Quando arriva un cliente si chinano, aprono prima il bidoncino del riso, prendono il mestolo e formano una grande porzione nel piatto. Poi, passano al caril, aprono il barattolo e con lo stesso mestolo lo versano sul riso. Tutto rigorosamente sul marciapiede, con la difficoltà di reperire l’acqua, usano un bidone dove immergono i piatti e i cucchiai per lavarli.
Davanti a loro c’è la piazza che il sabato si anima per la fiera dell’artigianato diventando un microcosmo interessante. Ci sono i turisti bianchi con i loro cappelli, gli zaini grandi, le macchine fotografiche appese al collo pronti a rubare uno sguardo, un volto. Hanno una gran voglia di fare l’affare. Iniziano un tira e molla sul prezzo di una statuetta o una borsa che va avanti per delle mezz'ore. Tentano di abbassare il prezzo dell’oggetto, frutto dell’inventiva e dell’ingegno, di uno o due euro. Poi soddisfatti dell’affare vanno verso il parcheggio. Ci sono gli artisti e i venditori dell’artigianato. Su un lato della piazza i batik, espressione artistica di Maputo, appesi alle corde con i loro colori e forme. Tutt’intorno è un fiorire di oggetti sistemati su stuoie statue, jambè, capulane, borse …. Gli artisti sono la “classe media“ della piazza. Se vendono, nella mattinata possono permettersi il piatto ben confezionato con le posate di plastica che l’associazione Prodes prepara ogni sabato.
comida02IL PROGETTO: l’attività è partita nel 2011 attraverso il sostegno a un primo gruppo di donne. L’idea originale era di fare prima un corso di igiene e sicurezza ma viste le condizioni di disagio e la mancanza di contenitori idonei abbiamo pensato di intervenire subito con un gesto concreto (l’acquisto dei contenitori in plastica) per migliorare la situazione. Nel gruppo si è così creata una fiducia reciproca. Molto spesso qui e in altre parti dell’Africa i gruppi e le associazioni locali vengono sommerse di promesse, parole che poi non si concretizzano. Dopo abbiamo iniziato con dei corsi di igiene e sicurezza.
ULTIMI AGGIORNAMENTI: dal racconto di Stefano: Ci sono gesti e immagini che rimangono impressi, come Lucia che sale in macchina insieme alla sua amica Maria. Mi stringe la mano a cui mancano le dita, poi sistema l’immancabile sacchetto di nylon ai suoi piedi. Tira fuori un piccolo contenitore di plastica, lo apre all’interno c’è un po’ di insalata con poche fette di pomodoro e cipolla, con l’altra mano prende il pane. Sono le sei e trenta e mi offre la sua colazione. Mentre me lo porge appoggia la mano sinistra su quella destra in un gesto di gentilezza e rispetto. Questo atto così semplice e carico di significato mi dà una grande gioia e un profondo senso di condivisione.
Spezzo il pane, lo apro, metto dentro un po’ d’insalata e mangio. Lucia si scusa perché non è riuscita a mangiare a casa e in questo clima intimo inizia a raccontare la sua storia. E’ sveglia dalle 4,30, ha preparato il cibo che oggi andrà a vendere in piazza. Ha quattro figli, è sola e non può mandarli a scuola, vive in una baracca nel “bairro” di Hulene dove l’aria è ammorbata dai fumi della grande discarica e le strade di terra si trasformano in torrenti nel periodo delle piogge. Lucia non riesce ad avere due euro e cinquanta centesimi, 2,50 euro per comprare due contenitori di plastica per alimenti. Lucia fa parte di quel miliardo di persone che secondo il Fondo Monetario Internazionale non contano nulla dal punto di vista economico, non muovono denaro, non hanno un conto in banca. Ma Lucia è una persona, è qui in carne ed ossa, condivido con lei la sua colazione. Parla in shangana, racconta delle difficoltà del suo lavoro, la polizia che sequestra le poche cose. Durante le piogge non sa dove mettere i contenitori perché la strada è allagata, i prezzi aumentati, la fatica nel cucinare in ambienti non idonei. E poi la grande gioia di oggi perché, con la sua amica Maria, stiamo andando a comprare venti contenitori per alimenti per le donne del suo gruppo.