Relazione viaggio in Burkina Faso 2013

Frequentiamo questo paese da 5 anni e, purtroppo non è molto cambiato: strade non asfaltate, mancanza di illuminazione pubblica, mancato accesso all’acqua nell’80% delle abitazioni della capitale, istruzione pubblica allo sbando e assistenza sanitaria quasi inesistente. Malgrado tutto questo, c’è voglia di vivere, di reagire e anche di divertirsi: erano i giorni della Coppa d’Africa di calcio e l’entusiasmo per la conquista della finale da parte della squadra burkinabè era alle stelle: la sconfitta in finale da parte della Nigeria non ha minimamente scalfito la gioia di tutto un popolo che ha visto in questo evento sportivo un segno, seppur piccolo, di riscatto e di visibilità.

immagine001Ma veniamo ai nostri progetti: la costruzione della sede per l’Associazione ASVT Dollebou e del magazzino per la vendita dei loro prodotti a Ouagadougou, finanziata dalla Tavola Valdese, sta procedendo bene e con una certa rapidità, malgrado il costante aumento dei prezzi dei materiali da costruzione. Questa è pura speculazione che prende a pretesto la guerra in Mali per arricchire i “soliti noti” e coinvolge oltre al cemento, i tondini di ferro per le costruzioni e altro, ed anche diversi prodotti alimentari come le arachidi e le noci di karitè.
Durante la visita a Garango, luogo di produzione del burro di karitè siamo stati coinvolti in un funerale musulmano di una signora molto anziana del luogo. E’ stato piuttosto interessante anche se molto lungo e con una temperatura vicina ai 45°C!!!
Le donne di Garango erano felici dei risultati conquistati con il corso di alfabetizzazione ed alcune, molto orgogliosamente dicevano di poter finalmente leggere i numeri su un cellulare: significa poter comunicare e rompere l’isolamento. A gran voce è stata richiesta la prosecuzione dei corsi per rafforzare le capacità acquisite ed eventualmente ottenere la licenza elementare, traguardo che solo 2/3anni fa sembrava irraggiungibile.
Amatissimo il breve discorso di Gianfranco in lingua Bissà, che aveva studiato la cosa con l’aiuto di Bernadette, in cui si esprimeva il nostro affetto per loro e si confermava il sostegno di SOLE Onlus al gruppo femminile ASVT Dollebou.
Abbiamo baciato tutte le donne, una ad una e stretto a lungo le loro mani. Ci hanno colpito tantissimo queste mani, che pur lavorando il burro di karitè sono callose e dure come quelle di tutte le contadine, non curate ma caldissime e la loro stretta è forte e sicura.
E poi i bambini…..di tutte le età e le sfumature di colore, alcuni impauriti soprattutto dalla barba bianca di Gianfranco, altri amichevoli e curiosi di incontrare e toccare queste due strane persone così pallide, ma tutti con un aspetto abbastanza allegro e sano, di bambini cioè a cui non è stata rubata l’infanzia che, come avevamo notato le altre volte, è una delle note positive di questo paese molto povero ma con persone di grande dignità umana.